Attilio Steffanoni nasce a Bergamo il 22/09/1938 in una famiglia di famosi restauratori, conoscitori e collezionisti d’arte, attiva dalla metà del diciannovesimo secolo. Studia all’Accademia Carrara di Bergamo. Nel 1958 vince il Premio Nazionale del Torcoliere per giovani incisori delle Accademie. Sarà poi a Parigi, nell’atelier di Johnny Friedlaender, per perfezionarsi. Nel 1962, dopo il rientro a Bergamo, apre il suo primo studio e abbandona per sempre i tecnicismi di Friedlaender, per tornare alla purezza del segno.
Frequenta i poeti milanesi Sereni, Raboni, Giudici, Cesarano, Majorino, stabilendo con alcuni di loro solidi rapporti di amicizia e collaborazione. Viaggia in Europa e soprattutto a Londra, dove conosce le opere di Bacon, Sutherland e assiste ai debutti della Pop Art inglese.
Partecipa al dibattito culturale di quegli anni tra impegno politico-sociale e le neoavanguardie. Dipinge il mondo dei giovani, rappresentandone gli ideali di pacifismo e la contestazione, ma anche la libera espressione dell’erotismo. Alla fine degli anni 80, pur continuando a dipingere, si isola in una posizione appartata.
Nella seconda metà degli anni 80 un viaggio in Russia cambia la sua vita. Un grande amore e la scoperta di un mondo diverso lo portano ad un radicale rinnovamento.
Inizia la seconda vita di Steffanoni, che, in una ritrovata identità, lavora intensamente alla scoperta di una Russia senza tempo. Le lunghe permanenze a Mosca lo introducono nella grande cultura russa. Sono le tre mostre personali al Museo Puskin di Mosca a confermare questa fascinazione creativa.
All’inizio degli anni 2000 pone termine all’attività di incisore per dedicarsi interamente alla pittura, al disegno e soprattutto all’amato acquarello.
Trascorre lughi periodi nel Ponente Ligure, dove ritrova il paesaggio, come spazio/luogo. Ultimamente lavora su un tema che definisce “Entroterre”. Non solo quelle meravigliose della Liguria, ma anche quelle degli “interramenti” che ritornano nelle cronache quotidiane. Il suo sguardo si accorcia, si avvicina alla terra, a condurre indagini riguardo a ciò che ci è accanto, su ciò che potrebbe ancora sorprenderci nell’incanto di un’apparizione.
Si spegne nella sua casa di Bergamo il 26 Aprile 2025.
L’archivio storico dei restauratori Steffanoni e l’archivio personale del pittore Attilio sono consultabili presso l’Accademia Carrara, unitamente alle numerose donazioni dell’artista.